torna il velluto

Partiamo dall’inizio: il velluto è un tessuto il cui pelo è meno di tre millimetri di altezza. Può essere molto fine, morbido e cascante o più robusto. A seconda del materiale utilizzato e della lunghezza del pelo.

Sembra che il tessuto abbia avuto origine in Oriente e che sia arrivato nella nostra penisola nel tredicesimo secolo. O almeno quella fu la prima volta che pronunciammo la parola “velluto“.

Palermo, Amalfi, Lucca, Firenze, queste sono le città in cui si concentrarono i più abili tessitori.  Venezia divenne la capitale del velluto liscio. Poi le lavorazioni divennero più complesse, nei secoli i velluti furono cesellati, i motivi si allargarono, e si arricchirono di parti broccate d’oro e d’argento.

I nostri maggiori pittori – Antonello da Messina, il Ghirlandaio, Gentile da Fabriano – conferivano alle parti riproducenti le stoffe quasi la stessa importanza che mettevano nei volti. È dai loro dipinti che possiamo ricavare i disegni dei velluti, più che dagli scarsi frammenti giunti fino a noi.

 

Fuori d’Italia solo la Francia ebbe un’importanza notevole nella fabbricazione dei velluti. Negli altri paesi scarsissima fu la produzione e si può quindi affermare che fino a tutto il secolo diciannovesimo l’Italia rifornì le corti e l’aristocrazia europea di velluti per vestiti e per altri utilizzi.

Sì, direte ma perché stiamo parlando di un tessuto che ricordiamo nelle vecchie foto dei nostri genitori? Siamo nel terzo millennio o qualcuno è rimasto incastrato negli anni ’60-’70?

Sì, meraviglioso al tatto, scintillante alla vista, decisamente elegante. Però anche un po’ impegnativo, no? Non a caso Velluto blu è un film diretto da David Lynch…

No, invece no.

Miuccia Prada, Isabel Marant, Gucci, Trussardi non la pensano esattamente così.

In passerella ormai il velluto la fa da padrone già dalla scorsa stagione. Anche sui red carpet cinematografici ha recitato un ruolo da protagonista: Keira Knightley indossava un abito rosso di Valentino, Nicole Kidman ha optato per un velluto Armani. Ma la vera conferma ci viene data dalle It Girls, dalle strade, dai profili fashion di Istagram nei quali il velluto liscio o a coste inizia a prendersi la rivincita. Inizia a uscire dalle vecchie foto impolverate, a inventare nuovi abbinamenti, a diventare cool anche nel terzo millennio.

 

E anche chi ritiene che il velluto sia prettamente per la sera dovrà ricredersi. L’attrice Blake Lively ha indossato un tailleur con doppio blazer nella mattina di New York e un vestito in pieno giorno a Cannes.

 

Come ha detto Miuccia Prada: “Il velluto era un tessuto che non si usava più e che era nell’armadio di tutti

Per anni abbiamo lasciato il velluto sulla gruccia e sul ripiano con la convinzione che non ci donasse. Qualcuno diceva che ci regalava una taglia in più, qualcun altro che era troppo rigido. Fortunatamente la moda Vintage ci sta facendo riscoprire uno dei tessuti più belli e di cui storicamente siamo stati i migliori artisti e tessitori, prima dell’avvento della lavorazione industriale.

Insomma questo inverno dobbiamo avere almeno un capo in questo materiale.

Per chi crede sia comunque un tessuto impegnativo, una buona idea è trovare un abbinamento in grado di smorzare la carica chic. Per sempio il denim è perfetto, è casual e compensa la forza visiva del velluto. Oppure si può abbinare la gonna plissé con una camicia bianca classica, o l’abito con gli stivali.

Se volete procedere per gradi, potete orientarvi  su  pezzi piccoli. Perché per esempio un abito in questo tessuto comunica ovviamente glamour e sofisticazione. Potete optare per un colore rosso scuro, se lo indosserete ad esempio tra Natale e Capodanno, oppure in blu, il colore del velluto per antonomasia, o in verde scuro, se volete dare un tocco moderno anche all’abito più classico. Di grande tendenza sono anche le gonne a trapezio da abbinare a stivaletti alla caviglia o sopra il ginocchio per chi vuole dare al look un tocco in più di seduzione.

Potete abbellire il vostro stile con dettagli in velluto. Una buona idea è un foulard, magari nei toni del rosso, adatto alle feste, oppure, per le più in sintonia con le tendenze del momento un chocker con o senza ciondolo, ce ne sono diversi più spessi oppure sottili, anche questo grande comeback direttamente dagli anni ’90.

 

Per le giovanissime è perfetto anche da abbinare sul jeans, crop top o t-shirt con dettagli a stampa velvet, ma anche zainetti, da indossare su bomber o parka. Insomma, un tocco di velluto non deve mancare nel nostro guardaroba invernale, spetta solo a voi trovare il modo di rendere questo tessuto parte del vostro look e noi speriamo di avervi dato i giusti consigli per trovare la soluzione.

E perché no? Le scarpe in velluto. Ce ne sono di tantissimi modelli diversi, sia proposte da brand luxury che lowcost. Si parte dai sandali con maxi plateau, in rosa o bordeaux, da indossare con un paio di calzini in filati di seta o lana. O anche, per chi sente di più il freddo in arrivo, con collant ultra coprenti. Se preferite le scarpe basse, la scelta perfetta sono un paio di stivali, o nella versione sopra il ginocchio o nelle versioni alla caviglia con punta e tacco quadrato.

Quello che è sicuro che le scarpe di velluto daranno un tocco in più al vostro stile invernale.

Quello che è ancora più sicuro: il velluto è tornato. È uscito dalle nostre foto impolverate, si è impreziosito della vecchia gloria artigiana e si è moltiplicato sui social network. E adesso non ci sono più scuse, dalle strade alle passerelle si sente l’eco di una canzone, che ovviamente vi consigliamo per provare i vostri abbinamenti:   https://www.youtube.com/watch?v=icfq_foa5Mo

E voi, che capo di velluto preferite?

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